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mercoledì 8 dicembre 2010

Mordi e fuggi

Cercherò di essere sintetico. Fino a due anni fa frequentavo abbastanza spesso una mia ex compagna di liceo, che aveva fatto i primi due anni in classe con me e poi cambiò tre o quattro scuole perdendo un paio di anni di studio per strada. Tuttavia essendo molto amici continuammo lo stesso a vederci, anche noi due da soli. Insieme facevamo di tutto ed eravamo felici. Inutile dire che ci furono innumerevoli occasioni per limonare ma nessuno dei due ebbe mai l'ardire di farsi avanti; non essendo però innamorati l'uno dell'altra non ci furono particolari problemi di "non detto". Io ero al primo anno di università quando lei faceva l'ultimo anno in un liceo privato che le consentiva di fare due anni in uno. Visto che era in difficoltà e che incombeva lo spettro di una terza bocciatura mi chiese se le potevo dare ripetizioni di latino, l'unica cosa in cui potessi aiutarla. Io accettai di buon grado e ogni giovedì pomeriggio andavo a casa sua, facevamo una o due ore di versioni e dopo lei mi offriva un'abbondante e gradita cena casalinga. Ma a un certo punto lei cominciò a comportarsi in modo strano, rimandava le ripetizioni di settimane, dicendo di non sentirsi bene, di avere altri impegni o semplicemente di non avere voglia (sempre all'ultimo e dopo che io le chiedevo come preferiva fare), fino a sparire del tutto nel giro di un mese e mezzo. All'ennesimo messaggio a cui non ricevevo risposta decisi di smettere di insistere, a malincuore e senza riuscire a spiegarmi perchè non mi cercasse più visto che un tempo eravamo praticamente inseparabili. Passò un anno e la vidi una volta per caso fuori dall'università. Facemmo quattro chiacchiere (nel frattempo aveva iniziato filosofia, o così diceva), ma, mio errore, senza proporre di vederci. Passò un altro anno, il che ci porta a questi giorni. Deciso a non perderla definitivamente di vista, pensai di farmi avanti io e di invitarla da qualche parte. Così le ho scritto un messaggio in cui la invitavo a venire in un locale in cui avrei suonato con il mio gruppo. Passa un giorno, silenzio. Passano due giorni, silenzio. Passano tre giorni, silenzio. Pensavo che, a meno che non avesse cambiato numero, ce l'avesse con me per qualche strano e inspiegabile motivo. Ma dopo una settimana (il giorno stesso in cui avrei suonato) mi vibra il cellulare e leggo il suo nome sullo schermo. Meglio tardi che mai, penso. Nel messaggio mi diceva che il mio invito le aveva fatto molto piacere e che se le passava la febbre faceva volentieri un salto. Beh, allora è fatta. Sbagliato. Non è venuta, ma non è questo il punto; quello che ancora una volta mi ha lasciato a dir poco perplesso è che non si è neanche sforzata di scrivere una scemenza qualsiasi del tipo “mi dispiace, sto ancora male e non me la sento di uscire, ci sentiamo in sti giorni”. Niente di niente. Sono passati due giorni e non si è fatta viva. Un mordi e fuggi e basta. Non riesco davvero a spiegarmi il suo comportamento, e preciso che sono certo di non averla mai offesa in nessun modo. Che devo fare? Io le voglio bene, o credo di volergliene ancora, ma penso che sia umano mollare la presa dopo un po' che dall'altra parte non si mostri interesse a continuare l'amicizia.

Mordi e fuggi


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